Come scatenare un incendio in poche difficili mosse - ep. 2
(da canticchiare con voce infantile)
Ambarabà ciccì coccò, che famiglia incontrerò? Sarà da Mulino Bianco o ci tireremo il fango? Che famiglia, ah però, ambarabà ciccì, coccò.
La famiglia è il complesso gioco d’azzardo più somigliante a una roulette russa. Può andare bene (raramente) o può andare… beh… è una roulette russa, come vuoi che vada?!
Che poi, cosa significa che può “andare bene”? Aaah, BUSTED! ti ho beccat*, hai pensato alla famiglia di quel tuo ex partner o di quella compagna di scuola, che a una prima occhiata appariva “perfetta”. Quella famiglia in cui sembra non si discuta mai, in cui tutti cooperano nell’affetto più squisitamente esplicito, quel che si direbbe “un bel quadretto”. Eh sì, in quei momenti guardiamo alla nostra e pensiamo “ma perché proprio a me?”. Ma, aspetta, prima di ricominciare a ripetere come una litania il monologo di Vanja, ti rivelo la scoperta dell’acqua calda!
Tutte le famiglie sono una roulette russa e hanno i propri scheletri nell’armadio. E spesso, quelle uscite dalla réclam di Poltrone e sofà sono quelle che nascondo gli scheletri più ingombranti.
E lo so cosa starai per dirmi, anche un po’ contrariat*, ma sì, una cosa del tipo: “ma allora perché prima hai detto che potrebbe andare bene?”. Bisogna mantenere viva la speranza!

Abbandoniamola concretamente per un attimo, ma senza disperarci. Perché questo episodio parla di famiglia in un senso più ampio. Sì, nella puntata precedente ti ho rivelato che il Gruppo della Creta sta lavorando a una saga familiare, ma attenzione, perché la famiglia che vedrai in scena ne nasconde una ancora più intima, in cui si vive tutto alla giornata, condividendo pensieri, timori, speranze, gioie, quella del cast e dello staff che sta lavorando al progetto.
E cosa si fa in una famiglia?
In realtà, due cose.
Eh beh, sì, la prima cosa è conoscerla. Incontrare tutti i nostri personaggi, inquadrare i protagonisti di ogni “episodio”, che nel nostro caso corrisponde a ciascuna giornata di prove. I nostri registi, la nostra diarchia di pateres familias, Alessandro Di Murro e Pier Lorenzo Pisano, sono quel nonno che vuole rivedere tutti insieme, organizzare una bella rimpatriata al più presto perché potrebbe essere sempre troppo tardi. E così è stato! Questa seconda settimana è iniziata sotto il segno dell’incontro di tutto il cast che si alternerà questo autunno sul palco del Teatro Basilica, dal 28 ottobre al 25 novembre nelle 5 puntate di questa saga. Entrano in scena nuovi personaggi, Alessia, Elena, Lorenzo, Shady e Vittorio, e in una maratona di due giorni di lettura di tutti gli episodi, i nostri eroi, finalmente al completo, hanno l’aspetto di una caotica famiglia allargata che insieme scopre il suo vaso di Pandora.
Quando entrano dei nuovi membri in famiglia o rivediamo quel cugino che per mesi ha dimenticato che esistessi, alla gioia dell’incontro subentra un leggero imbarazzo, soprattutto quando, diciamocelo, scopriamo dopo 5 minuti che non abbiamo nulla in comune e che, in fondo, è anche meglio così! Ma il privilegio dell’osservatore esterno, che come Nick Carraway nel Grande Gatsby è perennemente dentro e fuori ogni situazione, è quello di scorgere la varietà di caratteri, stili, percezioni della realtà, e scoprire come si amalgamano senza tradire ciascuno la propria individualità.
Ma si sa, dopo i primi convenevoli, subentra l’emotività, specialmente in un ambiente intimo come quello di una compagnia teatrale (che è l’organismo sociale più simile in assoluto a quello familiare) e la cartina di tornasole di ogni famiglia che si rispetti è l’originalità di gestione delle singole sensibilità dei suoi componenti. Quella del cast e dello staff de “Nelle puntate precedenti” è una di quelle famiglie che sceglie costantemente la via del confronto, del dialogo, mentre quella testuale sembra vicina in alcuni paradigmi ma così lontana nel modus operandi. Nello scarto tra le due famiglie, quella reale e quella realistica, si trova forse la sfida più impegnativa.

Costruire il modo in cui i personaggi della vicenda testuale reagiscono sembrerebbe plasmarne i caratteri, ma non è così semplice! La strada più realistica potrebbe essere quella di sfruttare la personalità dell’interprete nella vita reale, ma a teatro per quanto niente sia falso, sappiamo che la finzione la faccia da padrona. E i testi ruggiscono personalità semi definite, come quegli album di disegni già impostati nei tratti e che devi solo colorare. A famiglia riunita si avverte ancor di più la necessità di ritagliare a ogni personaggio la sua intimità, rendendola verosimile, coerente con lo sviluppo dei fatti. Ma, è una sfida che dopo una breve pausa (4 e 5 settembre) torna a interrogare il cast del primo episodio (della saga e della nostra serie di newsletter).

E qui veniamo al secondo punto.
Te lo ricordi quel poeta greco, Archiloco, che in uno di quei frammenti salvati per miracolo dal buon senso della tradizione, diceva di voler conoscere il “ritmo” che governa gli uomini?
No?
Ok, forse questa sarebbe stata una citazione difficile anche per Dylan Dog, lo ammetto, ma diceva esattamente così! Una volta incontrata la famiglia, bisogna prendere le misure. Misurare gli spazi entro cui far vivere la famiglia, come fanno Paola Castrignanò e Matteo Ziglio durante il primo montaggio della scenografia; misurare l’individualità di ogni personaggio e i rapporti tra di loro, e nella loro evoluzione temporale! Il personaggio di Daniela come si rapporta a ciascuno dei suoi figli e come si evolve? L’aura distaccata che settimana scorsa ci faceva sorridere nasconde qualcosa di più profondo? Il personaggio di Alessio, così buono e pacato, come renderlo più tridimensionale, come reagisce nella sua intimità a quel che gli accade intorno e che rapporto ha con tutti, da bravo parente acquisito? E poi, il personaggio di Laura, forse quello che inquadreremmo meglio in una fiction, ma così inafferrabile e complesso nella realtà, come scandirà il ritmo del suo cuore di madre? E Matteo e Federica, con personaggi dotati di mille possibilità in partenza, protagonisti ma anche outsider della vicenda, riusciranno a ritagliarsi uno spazio vitale solitario e al tempo stesso in relazione? E come?
Tutti loro sono personaggi ancora da “strappare lungo i bordi” (cit.), specialmente quando chiamati a misurarsi con emozioni forti, di estrema gioia o di estremo dolore. Si potrebbe dire che sia proprio quest’ultimo sentimento a restituirci la tara di una persona. Affronta un dolore con chi hai accanto e scoprirai chi è davvero. La sua maschera sociale cadrà, capirai chi hai sempre avuto davanti e ti renderai conto di non averlo conosciuto davvero.

Accade in ogni famiglia, in ogni rapporto intimo che ci ricordi quello familiare, perché se quel che rende speciale ogni famiglia è il suo particolare modo di prendere le misure con tutti i suoi componenti, la modalità con cui ognuno di noi prende le misure col dolore per ri-misurare il suo posto nel mondo, è quel che rende ogni personaggio diverso da ogni altro.
E possiamo dire che quella de “Nelle puntate precedenti” sia una famiglia ancora da costruire, prima di distruggerla del tutto, ma questo te lo racconto settimana prossima!
Nelle Puntate Precedenti - Scatenare incendi
una saga familiare di Gruppo della Cretae Pier Lorenzo Pisano
testo di Pier Lorenzo Pisano
regia di Pier Lorenzo Pisano e Alessandro Di Murro
con Laura Pannia, Federica Dordei, Daniela Giovanetti, Alessio Esposito,
Matteo Baronchelli, Amedeo Monda
scenografie Paola Castrignanò
luci Matteo Ziglio
costumi Raffaella Toni
musiche Amedeo Monda
team di drammaturghi Giulio Fabroni, Veronica Penserini, Lorenzo Fochesato,
Valeria Chimenti, Rebecca Righetti
organizzazione Ludovica Santuccio
produzione Gruppo della Creta e Pallaksch
con il sostegno del Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio
Le immagini utilizzate in questa newsletter sono state girate da Michele Bottoni.
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