Quel bravo artigiano di Elio de Capitani

Ci sono spettacoli che sembrano usciti da una macchina del tempo, ma non nel senso di vintage polveroso, piuttosto come quando becchi una vecchia intervista di De Niro e ti rendi conto che aveva già capito tutto prima che il mondo si mettesse al passo. "Moby Dick alla prova" di Elio De Capitani è così: un teatro che sa di artigianato solido, cucito con mani esperte e pazienza antica, di quelli che oggi fanno quasi tenerezza, in un'epoca dove tutto si gioca sul digitale e sulla performatività sfacciata. La compagnia si è chiusa in teatro durante il Covid, ha preso il tempo per lasciar sedimentare ogni intuizione, ogni dettaglio, come un vecchio pittore che lavora alla sua tela senza la fretta di doverla esporre alla prima occasione. E si sente. Due ore e trentacinque minuti che non pesano, che sanno di mestiere, di teatro fatto con il sudore invece che con le scorciatoie da talent show.
