5 min read

SOS RECUPEROOO!

Due settimane tra recuperi e ritardi!
SOS RECUPEROOO!

Buona domenica!!

Ritorno dopo aver ceduto alla stanchezza la scorsa settimana ed essermi concentrata sul voto per il Referendum - trovare il giusto seggio può essere un’impresa degna di Ercole nel fitto ginepraio urbano della Capitale, quindi…

INIZIO CON UN ALTRO MEA CULPA!

Sto ancora preparando l’approfondimento su Tchaika e Loco della compagnia Iacobelli - Belova, ti sembrerò lentissima ma per garantirti una qualità nella scrittura, mi riservo ancora qualche giorno, mica posso ridurmi anche io al riassunto della sinossi e pochi commenti come molti miei colleghi, ho bisogno di raccontarti il più possibile!

Ma sono state due settimane intensissime, non c’è dubbio!

Dopo aver rivisto un grande classico, Furore di e con Massimo Popolizio (di cui ti parlerò nei prossimi giorni), h capito che quella settimana, tra il 17 e il 22 marzo, sarebbe stata dedicata alla morte e alla rappresentatività del tragico. Infatti il 18 ho al Teatro India ho visto Abracadabra di Babilonia Teatri (la mia recensione è ormai finita e verrà pubblicata su Theatron2.0, quindi #staytuned) in cui la rappresentazione del dramma del sopravvivere a chi abbiamo perduto era affidata al rito magico; il 19 marzo 7 ore di macchina mi hanno portata andata/ritorno a Pisa, di nuovo da Ballast - Officine creative, per la rassegna Spazio Tempo Presente per assistere a La più grande tragedia dell’umanità di Jacopo Giacomoni e moderare l’incontro tra gli artisti e la platea attenta, un lavoro che si chiede e ci chiede se il tragico sia rappresentabile nel XXI secolo (sotto l’audiorecensione); il 20 marzo il tragico ha assunto la sua forma più teatrale per eccellenza con l’Amleto di Valentino Mannias vestito a lutto in Hamlet in purple, una riflessione sulla morte di un erto tipo di teatro (sotto la mia recensione scritta). Solo il 21 marzo al Teatro Biblioteca Quarticciolo speravo di scampare al dramma, grazie all’energia caustica ma luminosa di Andrea Costanzo Martini, eppure…ne parleremo insieme a Chiara Marianetti nel prossimo episodio di Tour de Tanz, la rubrica radiofonica dedicata alla danza contemporanea. Una settimana quaresimale di estrema penitenza e riflessione sulla morte, la tragicità della vita e il ruolo del teatro: siamo ancora in grado di rappresentare tragedia, dolore e sofferenza con dispositivi scenici funzionali?

La seconda settimana è stata meno fitta di appuntamenti ma, non meno challenging. Ritorno dopo diversi mesi al Teatro Argot Studio per l’Amleto al buio (sì, lo so, dopo Hamnet sembra sia scoppiata ovunque endemicamente l’amletomania!) di Roberto Latini, una esperienza in cuffia che sto ancora studiando per potervela riproporre e permettervi di attraversarla insieme al mio sguardo; il 27 al Teatro India da pura spettatrice ho visto quello che ad oggi è considerato il capolavoro di Francesco Alberici, ovvero Bidibibodibiboo, ma, detto tra noi, di capolavoro ha solo l’alto livello interpretativo degli attori in scena; mentre ieri sera mi sono concessa sempre da spettatrice Kamikaze - spero vada meglio dell’ultima volta di Giulio Santolini, un gioco interattivo che riflette sul rapporto tra artista e pubblico. Mentre il primo di questa seria mostra con eleganza e prodezza interpretativa e drammaturgia che il teatro parla chiaramente senza orpelli e continua a essere cartina di tornasole del nostro presente, gli altri - e forse che sia una “question” (per dirla amleticamente) generazionale - per rappresentare l’oggi non riescono proprio a cedere alla tentazione di “criticare” il sistema teatrale contemporaneo italiano in maniera diretta, a tratti sempre didascalica. Peccato perché entrambi i lavori di Giulio Santolini e Francesco Alberici mostrano pure una freschezza di scrittura e composizione che andrebbe messa al servizio del progetto, ma un sistema allo sbando produce una sclerotizzazione del malcontento, che forse non riesce a restare al di fuori della scena.

La mia settimana non è ancora finita, oggi al TeatroBasilica mi aspettano I Tre Barba con il loro riadattamento pop e grottesco de Le nozze di Figaro di Mozart, MA, ti anticipo i rotopicks della settimana ventura, gli IMPERDIBILI di Aprile e ti lascio anche una importantissima opportunità per chi crea ed è under30 (fate passaparola!!)!

Ci vediamo a teatro??

Spero di sì, intanto ci risentiamo domenica prossima,

Serena
(è il mio vero nome, non solo Rotopalco)

LE SETTIMANE TEATRALI DI ROTOPALCO

ULTIMI ARTICOLI

#recensioni


ULTIME DIRETTE

#recensioni


PUBBLICO MEDIUM

Ascolta l’ultimo episodio qui sotto e non dimenticare di partecipare!
Quello con Elena Bucci è stato un incontro incredibile, con un’artista elegante, brillante e poliedrica, dopo l’ultima replica di Autobiografie di ignoti ovvero Barnum.
Il prossimo live te lo comunicherò per tempo, intanto recupera l’ultima puntata:


RASSEGNA STAMPA

Eccola qui!
Dalla radio a SubStack per permettere a tutti di non perdersi le notizie, gli articoli e i consigli di visione che contano nel mare magnum della programmazione radiofonica di Rotopalco!

DOMENICA ep.4
In questa quarta puntata ho il nuovo numero della rivista Lo Scandaglio di Theatron 2.0 da consigliarvi: https://webzine.theatronduepuntozero.it/lo-scandaglio-teatro-verita-documento/

E poi…


OPPORTUNITIES

Powered by REF 2026

Torna anche quest’anno un’opportunità concreta di sostegno, formazione e sviluppo dedicata ad artist_ che operano nel campo della ricerca teatrale e della performance nat_ fra il 1997 ed il 2006. La call individuerà tre progetti artistici emergenti di natura multidisciplinare e/o caratterizzati da una forte originalità nella ricerca dei formati, dei linguaggi o dei temi trattati.

Si tratta di una vera occasione che permette a un progetto di essere davvero seguito, supportato, sostenuto da chi oggi produce e distribuisce teatro di ricerca sul territorio nazionale!

Scadenza: 7 aprile.

Powered by REF
un progetto Romaeuropa Festival 2026
in collaborazione con: Carrozzerie | n.o.t

corealizzazione residenze: Twain, Settimo Cielo
in network con: ATCL – circuito multidisciplinare del Lazio per Spazio Rossellini polo culturale multidisciplinare regionale, Teatro Biblioteca Quarticciolo, 369gradi srl e Cranpi.


I laboratori residenziali a Kilowatt Festival 2026

Sono tre i laboratori residenziali organizzati e promossi dall’Associazione culturale CapoTrave/Kilowatt, che si svolgeranno durante la ventiquattresima edizione di Kilowatt Festival, in programma dal 17 al 25 luglio a Sansepolcro (Ar). A tenerli saranno tre professionisti della scena contemporanea quali, l’attore, autore e regista Nicola Borghesi, l’autrice, attrice e regista Daria Deflorian, il coreografo e performer Francesco Marilungo; un’opportunità formativa preziosa, per artiste e artisti professionisti e per chi studia teatro e/o danza, di arricchire la propria pratica artistica.

Il numero massimo di partecipanti è di 20 persone per ciascun laboratorio.
Costo: € 190 per i workshop di Borghesi e Marilungo; 170€ per quello tenuto da Daria Deflorian. Inoltre, i/le partecipanti potranno accedere agli spettacoli del festival con biglietto operatore. Sono previste convenzioni sugli alloggi.

Deadline per le iscrizioni: venerdì 3 aprile.

Per info, dettagli sull’invio delle candidature e iscrizioni:

workshop@kilowattfestival.it / 0575 733063

MOOOSECAAA!