Una settimana a Siena...
Andare a Siena è sempre un ritorno a casa, di quei ritorni in cui tu sei cambiat* ma lei è rimasta fedele a sè stessa, e no, per me non è un malus, anzi, ha in sè qualcosa di rassicurante!
E poi a In-box ci si sente sempre in famiglia! Lo staff, per lo più interno a Straligut, la compagnia che ha creato il festival, è sempre accogliente e aperto al dialogo e alle connessioni. E forse In - box è stato fondato a loro immagine e somiglianza perché non si tratta di un semplice spazio festivaliero in cui ciascuna compagnia si limita a esporre il proprio lavoro. Sarebbe troppo facile, semplice e anche inutile, diciamocelo!



In-box è un progetto che durante l’anno invita partner da tutta Italia, da Bolzano a Catania, a visionare e selezionare 8 progetti dalle centinaia di proposte giunte da una call for artist (cioè un bando in cui si cercano artisti e progetti che rispettino alcune caratteristiche). Perché? Per poter offrire ben 112 repliche ai progetti più aderenti agli spazi e all’offerta artistica dei partner. Dopo una serie di scremature e selezioni telematiche tramite schede artistiche e video integrali dei progetti, i partner selezionano i finalisti che possano dargli una conferma in più sul palcoscenico!
Ed ecco che arriviamo a In - box dal vivo, un festival che permette ai partner di poter selezionare il progetto migliore per il proprio pubblico, agli artisti di entrare in relazione con operatori, direttori artistici, pubblico e critica per dialogare apertamente sullo stato dell’arte del teatro di oggi, al pubblico di sentirsi parte del meccanismo teatrale. Infatti, una speciale giuria capitanata dal critico Andrea Pocosnich è composta da studenti dell’Università di Siena dà una menzione a un progetto meritevole.


E io? Beh, se mi segui sui social, sai che di contenuti video ne ho prodotti a bizzeffe e che ho apprezzato molto spettacoli e momenti di scambio. Anche perché no dovete pensarli come delle noiose tavole rotonde, ma veri momenti di dialogo schietto! E poi ho realizzato delle interviste ad alcuni artisti che ho particolarmente apprezzato sul palco e che vi invio in esclusiva integrali qui, affezionat* !
DISCLAIMER: non significa che gli artisti non presenti qui non siano stati apprezzati, ma ti assicuro che i ritmi sono così serrati che non sono riuscita a intervistare altre due artiste che avrei tanto voluto sentire!
DIMITRI - CANESSA | CUOR DI CONIGLIO (fuori concorso)

Elisa Canessa e Federisco Dimitri hanno aperto In-box 2025 con uno spettacolo inno alla libertà, di espressione di sè e della ricerca di sè stessi. Inserito in apertura delle esibizioni in gara, questa pièce ha avuto un assunto un ulteriore significato, rappresentando un augurio agli spettacoli in concorso e agli artisti e operatori tutti di poter ritrovare nell’arte (nella sua fruizione, come nella sua produzione e distribuzione) la propria libertà e di poterla, soprattutto, sempre garantire.
Ecco l’intervista!
COMPAGNIA DEL BUCO | DOORS

Luca e Simone sono due ragazzi giovanissimi, uno ha 24 anni e l’altro 25, ma sono dei circensi meticolosi e precisi, esperti nell’arte della clownerie e con il loro spettacolo “Doors” si sono aggiudicati ben 16 repliche, grazie alla trasversalità del loro progetto!
Me ne parlano qui:
THEATRE DEGART | FABOU

Ok, in questa foto che ho scelto non c’è Oscar Vidal, genio visionario che ha accompagnato l’infanzia di molti bambini di ieri con Bim Bum Bam, e lo so, questa foto non rappresenta il loro lavoro meraviglioso, uno degli spettacoli tra quelli in concorso che ho più apprezzato, Fabou, ma questa immagine restituisce chiaramente la solarità della compagnia e il loro essere sapientemente sopra le righe. Inoltre, con loro è stato un doppio ritorno a casa, perché la compagnia ha dimora nel paese dove sono cresciuta, la bella Giardini Naxos! Con loro ho parlato di cosa significhi “emergente”, della specificità del loro lavoro e della necessità della loro arte.
Ecco qui l’intervista, insieme a una foto di Fabou, tiè!

DIVISOPERZERO | OFFICINA PROMETEO (vincitore In-box 2025)


Francesco Picciotti è una rara specie di artigiano in via di estinzione (ahimè), in una velocissima intervista rubata prima ancora della proclamazione e della vittoria delle sue 24 repliche per Officina Prometeo, mi ha parlato di quale sia per lui il vero valore aggiunto da trasmettere alle nuove generazioni, la riappropriazione e l’esercizio dell’immaginazione. E non è retorica, guardare lo spettacolo per credere! Come in una puntata di Art attack - anzi, meglio! - utilizza oggetti di uso comune e li rielabora artisticamente per ricordarci che anche l’officina del titano Prometeo può essere sì il laboratorio di un falegname, ma può creare bellezza partendo da quel che si ha a disposizione.
Grazie ancora allo staff per l’invito e per avermi permesso di esserci, grazie a te della lettura! In archivio trovi anche l’intervista a Fabrizio Trisciani, direttore artistico di In-box 2025.
Noi ci rileggiamo domenica prossima, con il recap della settimana teatrale!
Serena
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